Cosa accadrebbe se si votasse ora: centrodestra al governo in ogni scenario


La destra al governo, praticamente in ogni caso. Sarebbe questo il risultato se si andasse al voto domani utilizzando il Mattarellum, come chiesto qualche giorno fa dal neosegretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Come spiegano Agi e Youtrend, un eventuale ritorno alla legge elettorale utilizzata nel ’94, nel ’96 e nel 2001, premierebbe quasi certamente la coalizione di centrodestra. Utilizzando i dati della Supermedia dell’11 marzo sulle intenzioni di voto e incrociandoli con l’ultima versione dei collegi del Rosatellum, con il taglio dei parlamentari a 400 alla Camera e 200 al Senato (come accadrà alle prossime elezioni a prescindere dalle legge elettorale adottata) e con il complesso sistema del Mattarellum, si delineano degli scenari con un esito quasi sempre molto simile.

Nel primo caso viene ipotizzato che i partiti si presentino alle elezioni con le coalizioni delle ultime politiche del 2018: in questo caso il fronte di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Cambiamo) otterrebbe il 79,5% dei seggi alla Camera (318 su 400) e al Senato (159 su 200), stravincendo, di fatto, le elezioni. Il Movimento 5 Stelle finirebbe all’opposizione con 24 seggi alla Camera e 13 al Senato e il centrosinistra (Pd, Italia Viva, Azione e +Europa) 40 al Montecitorio e 19 a Palazzo Madama.


Cambierebbe qualcosa, ma non l’esito in sé, se si presentasse alle elezioni un blocco guidato da Conte: Pd, Leu (Sinistra italiana e Articolo 1) e Movimento 5 Stelle non andrebbero comunque oltre i 129 deputati e i 66 senatori. Anche in questo caso il centrodestra andrebbe al governo con più del 60% dei parlamentari in entrambe le Camere: la coalizione Salvini-Meloni-Berlusconi-Toti guadagnerebbe 250 seggi alla Camera e 123 al Senato.

Nel terzo e ultimo scenario elaborato qualcosa cambia davvero, ma sembra totalmente irrealistico ad oggi: due blocchi distinti, sostanzialmente il centrodestra contro tutti. Da una parte tutte le forze di centro, di sinistra e di centrosinistra insieme al Movimento 5 Stelle, il che vorrebbe dire riunire in coalizione Pd, M5s, Italia Viva, Sinistra italiana, Articolo 1, Azione e +Europa. Questo gruppo riuscirebbe a strappare la maggioranza relativa al Senato, con 100 parlamentari, contro i 93 che otterrebbe la coalizione di centrodestra (3 andrebbero alle Autonomie e 4 all’Estero); mentre alla Camera la coalizione di centrodestra avrebbe comunque la maggioranza assoluta, 201 su 400.