Sergio Costa scrive a Conte: “Convochi i ministri per attuare protocollo contro i roghi tossici”


Il protocollo d’intesa contro i roghi tossici dei rifiuti firmato a novembre 2018 va rilanciato. E le azioni da mettere in campo per applicarlo devono essere sempre più decise. Per questi motivi il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Nella lettera (del 30 luglio) inviata a Palazzo Chigi, di cui  ha preso visione, Costa chiede di convocare una riunione dei ministri che hanno sottoscritto quel patto per poter capire quali sono stati i risultati conseguiti e in che modo portare avanti l’azione che ha prodotto, fino a questo momento, il raggiungimento di “traguardi concreti”. Il ministro dell’Ambiente ritiene possa essere utile una riunione dei sette ministri coinvolti per “fare una riflessione comune sui risultati conseguiti e sull’efficacia della strategia adottata”. E per questo chiede a Conte di convocare i diretti interessati e anche le istituzioni che vogliono essere presenti.

Il protocollo fu sottoscritto a novembre da sette ministri, tra cui anche i vicepresidenti del Consiglio Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Era il protocollo per la terra dei fuochi, ribattezzata in quell’occasione da Conte “terra dei cuori”. Il suo obiettivo è quello di rafforzare la sorveglianza nei punti sensibili, istituendo anche una task force guidata da Palazzo Chigi. Lo scopo è quello di mettere in campo un piano d’azione del governo contro i roghi tossici e gli interramenti abusivi di rifiuti, anche attraverso l’aiuto del personale dell’esercito.


La lettera di Costa a Conte

La lettera inviata da Costa parte da un elemento: “Nel periodo estivo e, in particolare, nella regione Campania, il fenomeno dei roghi di rifiuti trova il suo momento di massima evidenza ed è avvertito dalla popolazione con particolare preoccupazione, ancorché quest’anno si registrano particolari recrudescenze”. Per questo il ministro dell’Ambiente torna sul protocollo d’intesa “siglato il 19 novembre scorso a Caserta e l’annesso Piano d’azione”. Con questi progetti “il governo ha posto le basi per un approccio quanto mai incisivo e pragmatico, finalizzato, da un lato, all’implementazione delle azioni di prevenzione e contrasto nel territorio e, dall’altro, alla realizzazione di un approccio sistematico e coordinato, d’intesa con le istituzioni locali, affinché si radichi, nelle stesse popolazione, una diversa cultura dello smaltimento dei rifiuti e del riutilizzo delle sostanze di scarto, anche industriale”.

Costa si sofferma sui risultati prodotti da quel protocollo fino a questo momento:

Posso dire che il lavoro fin qui svolto, quello sul campo delle realtà istituzionali locali e quello coordinato dall’unità di coordinamento appositamente creata, ha segnato concreti traguardi, soprattutto grazie alla costante, comune volontà di realizzare interventi puntuali e ripetuti, in un territorio nel quale il controllo di legalità si avvale, oggi, di nuovi e maggiori strumenti ma il cui consolidamento richiede, tuttavia, che quest’impegno e questa attenzione non conoscano flessioni.

Ritengo, a nove mesi dalla sottoscrizione del Piano d’azione e in occasione della prossima presentazione della Relazione semestrale da parte della cabina di regia istituita presso la presidenza de Consiglio, che possa essere utile una riunione di tutti i ministri interessati che sottoscrissero quel Piano, per fare una riflessione comune sui risultati conseguiti e sulla efficacia della strategia adottata, in particolare quella legata al controllo del territorio, nella consapevolezza che una cosa così radicale, nuova cultura del rifiuto abbia necessità di una costante, lunga e convinta azione del governo per affermarsi stabilmente.

Il ministro dell’Ambiente chiede a Conte una sua convinta adesione a queste iniziative e per questo gli propone di farsi “promotore di una convocazione, a breve, di tutti i ministri che sottoscrissero quel Piano e di quelle istituzioni che, avvertendo il cambiamento che esso porta, vogliano essere presenti”.