Elezioni europee, niente tagliando antifrode: si torna alle classiche schede elettorali


Ricordate il tagliando antifrode? Era stato utilizzato da tutti gli elettori, per la prima volta, alle elezioni politiche del 2018. Ma ora, in occasione delle elezioni europee del 26 maggio 2019, è già nuovamente scomparso. Niente di strano, in effetti. Il tagliando è stato introdotto con la nuova legge elettorale per le elezioni politiche – il cosiddetto Rosatellum bis – e per questo non riguarderebbe anche il voto comunitario che si basa su un sistema in vigore da anni. Del tagliando antifrode, in realtà, non si è proprio parlato durante queste settimane in cui si è spiegato come si vota. E, andando a vedere le direttive emanate dal Viminale, non si trova alcun riferimento specifico. Per esempio, nelle spiegazioni fornite dal ministero dell’interno, si parla di “una sola scheda” a disposizione dell’elettore, spiegando come il colore sia diverso per ogni circoscrizione. E si fa riferimento, entrando nelle specifiche della scheda, solo al contrassegno: “L’ordine dei contrassegni è quello stabilito mediante sorteggio dall’ufficio elettorale circoscrizionale. Ogni contrassegno è riprodotto con il diametro di tre centimetri e accanto al contrassegno sono tracciate le linee orizzontali per l’espressione della preferenza”. Allo stesso modo, anche sul sito del Parlamento europeo in italiano non si fa alcun riferimento – pur spiegando le modalità di voto – alla scheda antifrode.

Il tagliando antifrode alle politiche del 2018
Il tagliando antifrode è stato introdotto con il Rosatellum bis, la nuova legge elettorale con cui si è votato per la prima volta nel 2018, alle elezioni politiche. Si tratta di un tagliando rimovibile che ha un codice progressivo alfanumerico. Viene applicato su ogni scheda dal presidente di seggio e dagli scrutatori, prima del voto. Con il tagliando l’elettore vota ma non deve poi inserire la scheda nell’urna, riconsegnandola invece al seggio dopo averla piegata. Il presidente di seggio, a quel punto, stacca il tagliando e verifica che sia lo stesso assegnato quando consegna la scheda all’elettore. Solo una volta confrontato il codice deposita la scheda nell’urna. A ogni elettore viene assegnato preventivamente un codice, riportato sulle liste presenti al seggio. L’elettore, comunque, non è identificabile in quanto il tagliando viene staccato prima che la scheda venga riposta dentro l’urna.


Il tagliando venne introdotto con un emendamento, durante la discussione in Parlamento, al Rosatellum bis. Con l’obiettivo di “dire addio alla cosiddetta truffa della scheda ballerina che consiste nel comprare il voto dell’elettore consegnandogli una scheda già votata prima dell’entrata nel seggio e chiedendogli di riposare una scheda bianca”. Un’arma contro il voto di scambio, in sostanza.

Le indicazioni del Viminale per le europee
Sul sito del Viminale, così come su quello di alcune prefetture, sono presenti varie circolari e documenti riguardanti le indicazioni per i presidenti di seggio in occasione delle elezioni europee. Molte sono le specifiche sulle modalità di voto, sulle preferenze, sulla scheda e, anche, su cosa deve fare l’elettore una volta assegnato il suo voto ed espresse, eventualmente, le preferenze: “L’elettore, dopo aver votato, deve aver cura di piegare la scheda all’interno della cabina elettorale e deve restituirla, debitamente piegata, al presidente di seggio”. Ma in queste indicazioni – alcune delle quali riportate anche dal sito del Parlamento europeo – non c’è alcun riferimento al tagliando antifrode, come invece avveniva per le politiche del 2018.