Elezioni europee 2019: chi vota, come e quando


Domenica 26 maggio 2019 i cittadini italiani sono chiamati a votare per le elezioni europee, ovvero per scegliere i nuovi deputati del Parlamento Ue. Si tratta delle none elezioni europee dal 1979, anno della prima elezione diretta dell’Europarlamento. In Ue si vota dal 23 al 26 maggio nei 28 stati membri, con l’incognita del Regno Unito che dovrà votare dopo aver rinviato la Brexit di qualche mese. In Italia si voterà il 26 maggio dalle 7 alle 23. Nella maggior parte dei paesi Ue, comunque, la data delle elezioni sarà la stessa, quella del 26 maggio.

Si vota prima solo in pochi stati, tra cui i Paesi Bassi il 23 e l’Irlanda il 24. Per i risultati, però, si dovrà attendere in tutti i Paesi l’inizio dello spoglio previsto, in contemporanea, a partire dalle ore 23 del 26 maggio. Ma come si vota per le elezioni europee? Chi sono i candidati e le liste in campo? Con una breve guida cerchiamo di scoprire tutto quello che c’è da sapere per le elezioni europee del 26 maggio.

Come si vota alle elezioni europee


Il voto del 26 maggio ha il compito di eleggere il nuovo Parlamento europeo, unica istituzione dell’Unione scelta direttamente dai cittadini con un voto elettorale. In Italia si vota sulla base di una legge elettorale del 1979, poi aggiornata in parte nel 2009, con un sistema proporzionale puro. Per queste elezioni, l’Italia viene divisa in cinque circoscrizione su base nazionale, con una soglia di sbarramento per le liste fissata al 4%.

Come sono eletti i deputati al Parlamento europeo

Ogni stato membro ha un numero fisso di eurodeputati eletti: si va dai sei di Malta, Lussemburgo, Cipro ed Estonia ai 96 della Germania. La ripartizione dei seggi è disciplinata dai trattati dell’Ue e i paesi con una popolazione più numerosa hanno più seggi, anche se questi ultimi hanno più deputati di quanto non vorrebbe una proporzionalità applicata in senso stretto: questo sistema si chiama della “proporzionalità degressiva”. L’Italia è tra i paesi che elegge più deputati: sono 73, quanto il Regno Unito e uno solo in meno della Francia.

Il sistema elettorale

Ad oggi il Parlamento europeo è composto da 751 membri e con il rinvio della Brexit il numero dovrebbe rimanere invariato. Il Paese che elegge più eurodeputati è la Germania (96), mentre l’Italia – così come il Regno Unito – ne ha 73. In Italia si vota con un sistema proporzionale puro, scegliendo la lista preferita dall’elettore. Non sono previste coalizioni. Il sistema è regolato da una legge del 1979, a cui nel 2009 si è aggiunta anche la soglia di sbarramento al 4% per ogni lista per accedere all’Europarlamento.

Elezioni europee in Italia, le circoscrizioni

In Italia si vota sulla base di cinque circoscrizioni territoriali che comprendono più regioni: Nord Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), Nord Est (Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna), Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e Isole (Sicilia, Sardegna). Il calcolo dei voti, comunque, viene eseguito su base nazionale e solo in un secondo momento su base circoscrizionale. In sostanza, se una lista prende il 5% su base nazionale, otterrà il 5% dei seggi in ogni circoscrizione, ferma restando la soglia di sbarramento al 4%.

Le istruzioni per il voto e quante schede

Per le elezioni europee verrà consegnata agli elettori una sola scheda. L’elettore dovrà tracciare sulla scheda un segno X sul contrassegno della lista prescelta. Può, inoltre, esprimere fino a tre preferenze per i suoi candidati preferiti. Ma può anche decidere di non esprimere alcuna preferenza, dando il voto solamente alla lista. Le preferenze devono essere assegnate a candidati della stessa lista. Non è prevista la possibilità di voto disgiunto, ovvero di barrare una lista e scegliere i candidati di un’altra. Nel caso in cui si scelga di esprimere due o tre preferenze, sarà necessario indicare candidati di sesso diverso, altrimenti le preferenze oltre la prima verranno annullate.

Chi può votare alle elezioni europee

Potranno votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del proprio comune, se hanno compiuto almeno 18 anni d’età entro il 26 maggio. Sarà possibile votare anche per gli italiani all’estero, mentre per chi deve tornare nel suo comune di residenza per esprimere la propria preferenza sono previste agevolazioni per i biglietti dei treni e degli aerei.

Il voto all’estero

Gli italiani che risiedono in stati membri dell’Ue e che non vogliono votare per i membri del Paese in cui risiedono, possono anche votare in Italia, dopo aver presentato richiesta formale di iscrizione nella lista elettorale del comune italiano di residenza. La possibilità è quella di votare nelle sezioni elettorali allestite presso i consolati d’Italia, gli istituti di cultura, le scuole italiane e altri luoghi adibiti a seggio. In questo caso, l’elettore voterà per le liste della circoscrizione del comune di iscrizione elettorale del votante.

Il voto assistito

Per gli elettori con gravi difficoltà di deambulazione o non vedenti, i comuni mettono a disposizione un servizio gratuito di trasporto ai seggi. Gli elettori affetti da gravissime infermità, per cui non possono lasciare la propria abitazione, potranno votare nel proprio domicilio. Mentre per gli elettori ricoverati che non possono lasciare l’ospedale o la casa di cura (ma anche le case di riposo e i centri di recupero per tossicodipendenti) è prevista la possibilità di votare nel luogo in cui si trovano, presentando in anticipo l’apposita domanda. Infine, il vero e proprio voto assistito è previsto per gli elettori affetti da grave infermità fisica che non possono esercitare autonomamente il diritto di voto e hanno bisogno dell’assistenza di un altro elettore per esprimere il loro voto. In questo caso possono entrare in cabina con un accompagnatore, che può essere un familiare o un altro elettore iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune italiano. Per tutti questi casi è necessario richiedere un certificato medico presso le aziende Usl o presentare domanda all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Gli sconti sui biglietti di treni e aerei

Come sempre avviene in caso di consultazioni elettorali, ferrovie, autostrade, le flotte e le compagnie aeree e marittime applicano agevolazioni tariffarie per gli elettori, anche sulla base di apposite convenzioni stipulate con il ministero dell’Interno. Alle scorse elezioni europee, per esempio, Trenitalia applicava uno sconto del 70% sul prezzo dei biglietti, mentre Alitalia prevedeva una riduzione sulle tariffe base di 40 euro. È comunque possibile reperire informazioni precise sui siti specifici di Trenitalia, Italo, Alitalia, Tirrenia e chiunque applichi queste agevolazioni.

Elezioni europee, quando si vota: il giorno e gli orari

Gli italiani saranno chiamati a votare domenica 26 maggio, dalle ore 7 alle 23, per l’elezione dei nuovi deputati europei. Nella stessa giornata si terranno anche altre elezioni, a livello comunale, regionale e anche parlamentare.

L’election day e le elezioni amministrative

In quasi il 50% dei comuni italiani si terranno, nello stesso giorno del 26 maggio, le elezioni amministrative. I cittadini saranno quindi chiamati a scegliere i nuovi sindaci. E al voto saranno chiamati anche 30 capoluoghi di provincia, tra cui sei anche di regione. Tra i comuni più significativi al voto troviamo Firenze, Bari e Perugia. Sempre il 26 maggio, in un vero e proprio election day, si voterà anche per le regionali in Piemonte e si terranno le elezioni suppletive in due collegi uninominali della Camera in Trentino Alto Adige.

L’apertura dei seggi in Italia

Come solitamente avviene in caso di elezioni in Italia negli ultimi anni, il voto si terrà in un’unica giornata e i seggi verranno aperti alle 7 della mattina di domenica 26 maggio. Le operazioni di voto proseguiranno per tutto il giorno e si concluderanno alle 23, ultima ora per la chiusura in tutta Europa.

Lo scrutinio delle schede in Italia e nel resto dell’Ue

Lo scrutinio delle schede, che consentirà di avere i risultati delle elezioni europee, inizierà alla chiusura dei seggi in tutta l’Unione europea. Anche in Italia lo spoglio avrà inizio alle 23, a chiusura dei seggi. In altri stati membri si voterà prima e i seggi verranno chiusi con qualche ora (o giorno) d’anticipo, ma lo spoglio inizierà comunque alle 23 del 26 maggio. Considerando che in Italia si voterà anche per le elezioni comunali, lo scrutinio delle schede riguardante l’elezione dei sindaci e dei consiglieri comunali avverrà a partire dalle 14 di lunedì 27 maggio.

Nonostante lo spoglio inizi contemporaneamente per tutti i Paesiper non influenzare il voto di altri stati membri, c’è il rischio che qualche exit poll possa invece incidere sulle decisioni degli elettori negli altri stati membri. Per quanto riguarda i risultati definitivi, in Italia così come nel resto d’Europa, si dovrà attendere lunedì 27 maggio, quando presumibilmente si conosceranno anche i nomi degli eletti.

Chi sono i candidati alle elezioni europee

Nelle scorse settimane i partiti hanno presentato le loro liste e i loro candidati, con tanti nomi più o meno noti della politica italiana che hanno deciso di presentarsi alle urne per conquistare un seggio al Parlamento europeo. Ogni partito nazionale rientrerà poi in un gruppo sovra-nazionale all’interno dell’Europarlamento e la maggioranza verrà formata, probabilmente, da un’alleanza allargata.

I partiti e le alleanze nell’Europarlamento

Il partito che ha attualmente la maggioranza relativa nell’emiciclo di Strasburgo è il Partito Popolare europeo: seppure i sondaggi lo diano in calo, dovrebbe comunque mantenere il ruolo di primo partito. Si tratta di uno schieramento di centrodestra di cui fa parte anche Forza Italia. Il secondo gruppo, attualmente, è quello del Partito Socialista europeo: è di centrosinistra e vede nel suo schieramento il Pd. Per la prima volta nella storia del Parlamento europeo, questi due partiti non dovrebbero essere in grado di avere la maggioranza da soli e dovranno quindi estendere la coalizione ad altri partiti. In primis, i liberali dell’Alde al cui interno potrebbe confluire anche il movimento En Marche guidato dal presidente francese Emmanuel Macron.

Tutti gli altri gruppi dovrebbero conquistare meno seggi, a partire dall’Europa delle Nazioni e Libertà, la formazione di destra che sembra in ascesa, rispetto a cinque anni fa, soprattutto grazie alla Lega di Matteo Salvini, ma anche per i voti conquistati in Francia da Marine Le Pen. Su cifre leggermente più basse dovremmo poi trovare, stando ai sondaggi, la sinistra di Gue/Ngl, i Riformisti dell’Ecr, i Verdi e l’Efdd, gruppo di cui fa attualmente parte il Movimento 5 Stelle che sta, però, tentando di formare un nuovo gruppo nel prossimo Europarlamento. La divisione, inoltre, in questa legislatura che partirà dopo le elezioni, potrebbe anche vivere di una ulteriore opposizione, quella tra i gruppi europeisti (Ppe, Pse e Alde su tutti), quelli sovranisti (Enf) e quelli euroscettici.

Le liste in Italia

La sfida in Italia è tra i principali partiti presenti anche nel Parlamento nazionale. Chi sembra attestarsi ben al di sopra di tutti gli altri partiti, secondo gli ultimi sondaggi, è la Lega. Dietro troviamo, al momento staccati dal Carroccio, ma vicini tra loro, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Dovrebbero poi passare la soglia di sbarramento senza grossi problemi sia Forza Italia che Fratelli d’Italia. Molte più difficoltà, invece, per +Europa – Italia in Comune, La Sinistra ed Europa Verde. Nessun’altra lista dovrebbe invece riuscire a competere per il raggiungimento della soglia del 4%.

I nomi dei candidati al Parlamento europeo

Concentrandoci sui gruppi maggiori, la Lega ha scelto di schierare come capogruppo in tutte le sue circoscrizioni il leader Matteo Salvini. Tra gli altri candidati spiccano alcuni europarlamentari uscenti come Marco Zanni, ma anche il professor Antonio Maria Rinaldi, economista e volto noto della tv. Il Movimento 5 Stelle ha scelto i suoi candidatiattraverso il voto online, confermando i parlamentari uscenti. I capilista, invece, sono stati decisi da Luigi Di Maio e sono tutte e cinque donneprovenienti dalla società civile. Per il Pd scendono in campo alcuni nomi di spicco come quello di Giuliano Pisapia e Carlo Calenda, ma anche importanti personalità della società civile come Roberto Battiston, Pietro Bartolo e Caterina Chinnici.

Forza Italia punta tutto, o quasi, su Silvio Berlusconi: il presidente azzurro è capolista in quattro circoscrizioni su cinque, lasciando quella del Centro al presidente uscente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Fratelli d’Italia schiera Giorgia Meloni capolista ovunque. Tra i suoi candidati spiccano, però, anche altri nomi come quello di Caio Giulio Cesare Mussolini, nipote di Benito, Raffaele Fitto ed Elisabetta Gardini, europarlamentare uscente ma tra le fila di Fi. Tra i volti noti al di fuori dell’Italia troviamo anche uno dei maggiori fautori della Brexit, Nigel Farage, e l’ex ministro per gli Affari europei del governo francese guidato da Macron, Nathalie Loiseau.

Gli ultimi sondaggi in vista delle elezioni europee confermano il primato della Lega in Italia: il Carroccio dovrebbe essere, stando alle proiezioni su tutta l’Ue, il secondo partito per numero di seggi al Parlamento europeo, dietro solo alla Cdu della cancelliera tedesca Angela Merkel. La Lega raccoglierebbe più del 30% dei voti e circa 27 seggi, mentre per il secondo posto in Italia la contesa è tra Pd e Movimento 5 Stelle, entrambi tra il 20% e il 22% nelle ultime rilevazioni, cifre che consentirebbero di ottenere circa 16-18 seggi. Poi troviamo Forza Italia, intorno al 10% e con 9 eurodeputati da eleggere. Al di sopra della soglia di sbarramento anche Fratelli d’Italia, che con il 4,5%-5% potrebbe conquistare quattro seggi. Rimangono al di sotto della soglia sia +Europa – Italia in Comune, che La Sinistra ed Europa Verde.