Palermo, Salvini vuole donare ville confiscate alla mafia ai cittadini. Orlando: “Sono abusive”


È ancora scontro tra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il ministro degli Interni Matteo Salvini. Questa volta la questione non è legata alle proteste per il decreto Sicurezza, a cui hanno aderito anche altri amministratori locali e governatori di Regioni: il casus belli questa volta è offerto dai beni confiscati alla mafia. Il ministro degli Interni ha annunciato di voler donare ai palermitani tre ville confiscate a Cosa nostra. Ma stando agli accertamenti fatti dal Comune sarebbero abusive, perché sorgono a pochi metri dal mare.

“Spero che nelle prossime tre ville confiscate alla mafia che avrò presto la gioia di riassegnare ai cittadini di Palermo, il sindaco non ci piazzi dentro gli immigrati” , aveva detto il leader della Lega nei giorni scorsi. Ma il Comune di Palermo ha fatto sapere che in realtà le ville andrebbero demolite. In base all’attuale legislazione infatti si trovano entro i 150 metri dalla costa, e pertanto dovrebbero essere abbattute: “Siamo disponibili a farci carico di queste ville, ma il governo o il Parlamento devono prima trovare una soluzione che permetta di sanarle: così potremmo solo abbatterle”, ha detto sindaco di Palermo Leoluca Orlando.


Poi in un post su Facebook ha aggiunto: “Signor ministro, meno Facebook e più fatti. Da mesi, ormai più di 6 mesi, annuncia che verrà a consegnare ai palermitani delle ville confiscate, ma oltre gli annunci niente. C’è qualche problema? Se stesse un po’ meno su Facebook e un po’ più al Ministero saprebbe perché i suoi uffici non fanno la consegna. Noi, i palermitani, aspettiamo.P.s. le ricordo anche che ci sarebbero una quarantina di famiglie di palermitani nella lista di emergenza abitativa che aspettano lei per l’assegnazione di un alloggio confiscato”.

Quelle ville hanno tutte una superficie di circa 300 metri quadrati, e sono state confiscate in via definitiva nel 2013, tolte ai boss mafiosi Salvatore e Giovanni Lo Cicero dopo una lunga battaglia giudiziaria; si trovano nella borgata marinara di Vergine Maria. Il decreto di assegnazione dell’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati alle mafie risale all’estate del 2018. Già a fine ottobre il ministro Matteo Salvini annunciò che sarebbe giunto a Palermo per la cerimonia di consegna. Il Comune allora comunicò all’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) di volere assegnare una casa al Centro servizi per il volontariato (Cesvop), un’altra all’Asp, per destinarla all’assistenza dei minori autistici, mentre la terza alla Consulta comunale per la pace e la cooperazione.

Ma quando gli uffici comunali avviarono le verifiche per la presa in possesso degli immobili, si accorsero subito delle irregolarità: al catasto non c’è traccia delle ville, che sono state costruite senza autorizzazione. In base alla legge urbanistica gli immobili dovrebbero essere abbattuti. Solo una delle tre ville potrebbe essere sanata, perché da vecchi rilievi fotogrammetrici emergerebbe che sarebbe stata realizzata prima dell’approvazione del piano regolatore generale.