Nuove accuse per Roberto Maroni: pressioni per un incarico all’amica architetto


L’ex governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni è indagato dalla procura di Milano per induzione indebita e turbata libertà di scelta del contraente. Sull’indagine finora era stato mantenuto il più stretto riserbo: adesso però, come rivelato da Luigi Ferrarella sul “Corriere della sera”, Maroni ha ricevuto dalla procura l’avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le ipotesi di reato sono relative a presunte pressioni che l’ex presidente della Regione avrebbe fatto tra il novembre 2017 e il 27 aprile 2018 sull’allora direttore generale di “Ilspa-Infrastrutture Lombarde”, Guido Bonomelli, per fare avere un incarico di consulenza a un’amica del governatore, di professione architetto. Alla donna, che secondo gli inquirenti era legata all’ex governatore da una “relazione affettiva”, il politico leghista voleva affidare un incarico nell’ambito del cronoprogramma del contratto d’appalto della “Città della Salute” a Sesto San Giovanni, che all’epoca però non era stato nemmeno firmato. La retribuzione per questo incarico era inferiore ai 40mila euro, una somma dunque che non richiede l’indizione di una gara pubblica.

Maroni era già rimasto implicato in una vicenda simile: a giugno era stato condannato a un anno per l’assegnazione di una consulenza a una sua ex collaboratrice ai tempi del Viminale, mentre era stato assolto dall’accusa di aver fatto pressioni per far partecipare un’altra sua ex collaboratrice a un viaggio a Tokyo. Il legale di fiducia dell’ex governatore, Domenico Aiello, ha parlato di procedure “perfettamente regolari”. Oltre a Maroni nella vicenda sarebbero indagati anche gli stessi Bonomelli e l’amica del governatore, quest’ultima per “false informazioni” al pubblico ministero” che conduce le indagini, Giovanni Polizzi.