Manifestazione Pd, Salvini: “Renzi ha ancora il coraggio di parlare? Si ritiri”


Botta e risposta tra Matteo Salvini e Matteo Renzi sui social network. L’occasione è offerta dalla manifestazione del Pd a Roma. “Splendido tramonto su Genova. Vi aspetto stasera dalle 20 in piazza della Vittoria, buona serata Amici!”, ha scritto sul suo profilo il vicepremier, e ha aggiunto: “Ma Renzi ha ancora il coraggio di parlare?”.

Poco prima era stato l’ex presidente del Consiglio a scrivere, sempre sul social network, “Salvini ha detto che in piazza c’erano solo 4 gatti. Che abbia problemi con la matematica si è visto con il Def. Che tratti gli esseri umani come animali si è visto sulla Diciotti. Ma lui non sa che i gatti hanno sette vite. L’opposizione c’è!”.


Il ministro degli Interni, arrivato a Genova, a margine della festa della Lega, ha poi sottolineato: “Il Pd non esiste, parliamo di cose serie”, rispondendo anche alle critiche di Maurizio Martina, che oggi ha attaccato dal palco il segretario della Lega: “A proposito di giustizia: Salvini, restituisci i 49 milioni sottratti ai cittadini”. Matteo Salvini ha poi detto: “Renzi è complice dei disastri degli ultimi sette anni, quindi per dignità dovrebbe tacere, chiedere scusa e ritirarsi a vita privata”.

“Renzi ha lanciato la resistenza civile… secondo me rideva quando l’ha detto. Come Crozza l’ha provata davanti specchio. Era nella sua modesta villetta da un milione e mezzo e provava davanti allo specchio: ‘dobbiamo chiamare a raccolta i presidenti di Mps, Carige per fare la resistenza civile…”, ha sottolineato.

Parlando ancora del Partito Democratico ha detto: “La resistenza civile di Renzi sarà come la lunga marcia di Mao, il Pd starà 40 anni all’opposizione. Il Pd farà tante manifestazioni, tante resistenze, mentre noi governiamo per 40 anni e lasciamo ai nostri figli un Paese migliore”.

A proposito del Def il leader leghista ha aggiunto: “Lo spread ce lo mangiamo a colazione”. E sul rischio che manchino le risorse per la manovra ha sottolineato: ‘‘Le troveremo con la crescita, a differenza di Renzi, Monti, Letta, Gentiloni, che si accontentavano di una crescita dello zero virgola, l’Italia merita di crescere del 2-3 per cento”.

A proposito del nome del commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi ha spiegato: “Non faccio nomi e cognomi. L’importante è partire presto a demolire, a risarcire e a costruire. Penso e spero e lavorerò fino in fondo perché i tempi siano rispettati”. In un primo momento ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano l’ufficialità della nomina di Claudio Gemme come commissario.

E su Gemme il vicepremier ha poi aggiunto: “Ho già incontrato Gemme, non ci sono pressioni del M5S affinché non sia lui il commissario, abbiamo messo a disposizione alcune personalità, siamo in due a governare, quindi la scelta deve andare bene anche a Di Maio”.

“Gemme mi ha fatto una buona impressione, un curriculum di tutto rispetto, un genovese che più di tutti avrebbe a cuore una soluzione rapida – ha spiegato – sarà un compito difficilissimo quello della ricostruzione del ponte per chiunque, Batman, Robin, ci saranno tanti casini normativi”. Mentre sul rischio di un conflitto d’interessi con Fincantieri, Salvini ha chiarito: “Gemme ha già annunciato che se fosse lui il commissario si dimetterebbe da Fincantieri”.