Diciotti, Conte attacca l’Unione Europea e annuncia riserva sul bilancio


Come vi abbiamo raccontato, i migranti ancora a bordo della nave Diciotti della guardia Costiera italiana sono finalmente sbarcati a Catania e saranno trasferiti nell’hotspot di Messina, per poi essere redistribuiti: 20 andranno in Albania, 20 in Irlanda e circa 100 saranno accolti nelle strutture della Conferenza episcopale italiana. Il caso è però tutt’altro che privo di conseguenze, non soltanto dopo l’apertura di una indagine a carico del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma anche per quanto riguarda i rapporti fra l’Italia e gli altri Stati dell’Unione Europea. Sulla questione interviene direttamente il Presidente del Consiglio, con una nota in cui fa il punta e sostanzialmente conferma l’isolamento italiano nel contesto europeo.

Prima di tutto, Conte rivendica il lavoro svolto anche sul versante della gestione dei flussi migratori:


Questo Governo esprime una politica sull’immigrazione rigorosa e coerente, ma non abbandona a se stesse persone che sono in pericolo di vita o comunque versano in condizioni critiche. I numeri ci danno ragione. Gli sbarchi sono diminuiti dell’85%, se compariamo questo periodo di Governo con il medesimo lasso temporale dell’anno precedente.

Con questo Governo il Mediterraneo non è più il cimitero dei migranti senza nome. Le politiche dei governi precedenti non hanno impedito che circa 34.000 migranti trovassero la morte negli ultimi 15 anni. Una politica rigorosa non solo vale a contrastare i traffici illeciti e le tratte “disumane” ma consente di evitare un così inaccettabile numero di vittime in mare.

Il Presidente del Consiglio invece non ha dubbi sul fatto che l’Europa ne esca pesantemente sconfitta da questa vicenda: “Non attesta solo un arretramento rispetto alle Conclusioni che tutti e ventotto i Paesi membri hanno liberamente sottoscritto nel corso del Consiglio Europeo dello scorso giugno. Attesta una palese violazione dello “spirito di solidarietà” che anima i Trattati e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

Ma soprattutto, Conte minaccia ritorsioni concrete, che potrebbero pesare molto sul futuro equilibrio dell’Unione:

Ho scritto ieri che ne avremmo tratto le conseguenze. Chiarisco meglio: siamo al lavoro per porre una riserva all’adesione dell’Italia al piano finanziario pluriennale in corso di discussione. A queste condizioni, l’Italia non ritiene possibile esprimere adesione a un bilancio di previsione che sottende una politica così incoerente sul piano sociale. E’ questo il nostro contributo per far crescere l’Europa. Non possiamo accontentarci di uno spazio comune di mercato, di un’aggregazione di Paesi che si ritrovano sulla base di meri interessi economici.

Abbiamo dell’Europa una concezione più elevata. Siamo un Paese fondatore e anche per questo avvertiamo una maggiore responsabilità. Vogliamo che a tutti gli sforzi sin qui compiuti per edificare questo complesso edificio europeo sia offerta un’adeguata prospettiva di sviluppo, che possa esprimersi anche sul versante dei rapporti sociali.