Silvia Sardone lascia Forza Italia: alle Regionali è stata la seconda più votata


Un addio per molti annunciato, ma che comunque fa rumore: Silvia Sardone, consigliera comunale a Milano ed eletta anche al Pirellone, lascia Forza Italia. Lo ha comunicato lei stessa, spiegandone le ragioni in un post apparso sui suoi diversi canali social: “Dopo quasi vent’anni di militanza vissuti con entusiasmo e passione, ho deciso di lasciare Forza Italia. Sia in Regione Lombardia, sia in Comune a Milano, passo nel Gruppo Misto perché non mi riconosco più nella maggior parte delle posizioni politiche nazionali assunte da Forza Italia in questo ultimo periodo che reputo, purtroppo, molto spesso simili a quelle del Pd nè intravedo posizioni in linea con le mie idee politiche nel futuro di questo movimento”.
Sardone è moglie di Roberto Di Stefano, primo sindaco di centrodestra dal Secondo dopoguerra a Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia. La “pasionaria” ex azzurra, alle elezioni Regionali dello scorso 4 marzo (in contemporanea con le Politiche) era risultata la seconda persona più votata dietro Giulio Gallera, nonché la donna con più preferenze con i circa 11.300 voti ottenuti. Già al momento della composizione della giunta, tuttavia, erano emersi forti dissapori col partito: la Sardone, esclusa dagli assessorati e da un ruolo di primo piano, aveva tuonato contro un partito “sempre meno attrattivo e incapace di valorizzare il merito”. Frasi che adesso suonano come il preludio all’addio: “Ringrazio il Presidente Berlusconi per avermi fatto avvicinare alla politica. Con massima onestà però devo ribadire che sia le attuali politiche di Forza Italia che le strategie future che vuole portare avanti non mi trovano d’accordo. Continuerò a combattere tutte le mie battaglie nel rispetto del grande consenso datomi dagli elettori in questi anni, a fare forte opposizione a Milano e a sostenere il Governatore Fontana in Regione”. Adesso non c’è più nulla che impedisca il passaggio dell’ex forzista nelle file della Lega: d’altronde, come mostrato anche dalla mozione sul censimento dei rom presentata recentemente dalla Sardone al Consiglio regionale lombardo, le affinità tra lei e il partito guidato da Matteo Salvini sono, da tempo, più che evidenti.