Migranti, Matteo Salvini: “Ministro francese ignorante, Lifeline va sequestrata. In Libia centri d’avanguardia”


Da una parte gli attacchi alla Francia e alle Ong, soprattutto la Lifeline, dall’altra le lodi ai centri di accoglienza in Libia, definiti d’avanguardia. Si muove su questi due fronti il ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo il suo viaggio in Libia. Per Salvini “il ministro francese è ignorante, nel senso che ignora la situazione di questa nave (la Lifeline, ndr) che ha agito ignorando le segnalazioni della guardia costiera italiana e libica: è una nave fuori legge che va sequestrata. Mi stupisce la cattiveria dei francesi, sarebbe un bel gesto l’apertura del porto di Marsiglia a questa nave che non si vede perché deve arrivare in Italia visto che non ha nulla a che vedere con il nostro paese”. Oggi il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, ha affermato che spetta all’Italia farsi carico della nave Lifeline.

Salvini ribadisce che la Lifeline non verrà accolta in un porto italiano. E chiede a Emmanuel Macron e ad Angela Merkel di essere coerenti con quanto dichiarato: “Siano conseguenti alle loro dichiarazioni sull’Italia lasciata sola. Non si capisce perché solo Italia e Libia devono pagare i costi economici e sociali dell’immigrazione”. Salvini risponde anche a chi gli chiede se il governo ha dato indicazione alla Marina di non rispondere agli sos in mare da barconi con a bordo migranti: “Questo dovete chiederlo al mio collega Toninelli, con cui sto lavorando d’amore e d’accordo. Se così fosse avrebbe il mio totale sostegno”.


In Libia ‘centri d’avanguardia’

Salvini fa sapere di aver visitato un centro di accoglienza per migranti in costruzione, “un centro all’avanguardia che potrà ospitare mille persone. Questo per smontare la retorica in base alla quale in Libia si tortura e non si rispettano i diritti umani”. Salvini racconta come il centro visitato oggi avesse al suo interno “una clinica, impianti sportivi, mense, supporto psicologico. L’intervento è sotto l’iniziativa dell’Onu. E in futuro auspicabilmente dell’Unione europea”.

I centri che dovranno sorgere in Nord Africa, secondo la volontà di Salvini, dovranno essere “ai confini esterni della Libia”. I centri che Salvini vorrebbe creare sarebbero “centri di riammissione e identificazione da cui far partire chi ha diritto di partire, andando avanti coi rimpatri volontari assistiti che in Libia funzionano con diversi paesi e su questo l’Ue potrebbe intervenire economicamente”.

‘Ong complici del traffico di essere umani’
Il ministro dell’Interno non perde occasione per attaccare le Ong. Durante la conferenza stampa al Viminale dopo il viaggio in Libia, spiega che Tripoli “ha chiesto di proseguire nel blocco del traffico di esseri umani che vede nelle Ong soggetti, non so se consapevolmente o inconsapevolmente, complici” dei trafficanti.