Effetto Minniti, Pastorino (LeU): “Un Comune deve tutelare tutti, non con Daspo ai clochard”


“Un’amministrazione pubblica ha il dovere di trovare le soluzioni migliori per affrontare e gestire il disagio sociale, e deve essere in grado di tutelare le esigenze di tutti, a prescindere che sia di sinistra o di destra”. Luca Pastorino, deputato di LeU ed esponente di Possibile, contattato da Fanpage.it, commenta così le misure adottate a Genova dall’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino.

Pastorino era già intervenuto sull’operato della giunta Bucci con un tweet, in cui aveva scritto: “Purtroppo la povertà non si sceglie, si vive e non può essere considerata come la peste”.
Nel capoluogo ligure non si placa la guerra agli ultimi. Garassino, l’assessore-sceriffo, così è stato ribattezzato dalle associazioni che operano a scopi umanitari, come la stessa comunità di Sant’Egidio, e dall’opposizione, è stato criticato perché le forze dell’ordine avrebbero condotto, in modo coatto, due senza-tetto ubriachi in ospedale. La storia risale a due giorni fa.”Chi si ubriaca deve capire che il mondo è fatto di diritti e doveri. Non si può fare quello che si vuole, non si può spaccare i maroni all’infinito e se qualcuno va a orinare davanti al Carlo Felice, ripeto, lo caccio via”, questa è stata la giustificazione dell’assessore, che ha recepito alla lettera i decreti Minniti sulla sicurezza urbana. I due barboni sono stati trasportati in ambulanza proprio con il pretesto di farli ricoverare, ma sostanzialmente, dicono le associazioni, per allontanarli da largo XII Ottobre. Garassino insiste: “Applicheremo il Daspo Urbano anche per l’ubriachezza molesta come ci consente la legge Minniti, provvedimento che abbiamo già preso per i parcheggiatori abusivi di via della Mercanzia allontanati da Genova per 24 ore”.


“Il punto è che in centro a Genova non ci sono neanche i bagni pubblici, e la loro assenza diventa un problema per chi è costretto a vivere per strada – ci spiega Pastorino – “E come se non bastasse dal 1 aprile in città sono stati chiusi anche i dormitori, previsti per i clochard per la stagione invernale. La questione di Genova mi ha stupito, conosco la famiglia di Bucci, e so che si dedica attivamente al sociale, per cui le iniziative di Garassino, dai 200 euro di multa a chi fruga nei cassonetti al daspo urbano mi sembrano solo derive d’onnipotenza di quest’uomo. Il punto di partenza di un buon amministratore deve essere il benessere complessivo di una comunità, sia che si tratti di autoctoni sia che si tratti di immigrati. Trasportare i senza-tetto in ospedale è stato un messaggio odioso. Teniamo conto che la Liguria è la prima Regione del Nord per numero di domande di Reddito di Inclusione, che certifica l’esistenza di una grave emergenza povertà”.

La stessa vice-presidente della Regione, la leghista Sonia Viale, si è trovata a polemizzare per le scelte di Garassino, spiegando che “scaricare” i clochard in pronto soccorso di fatto coincide con uso non consono delle strutture ospedaliere, luoghi deputati all’emergenza e che non possono quindi essere la risposta all’esigenza di decoro cittadino.

“La vicepresidente Sonia Viale, con delega alla Sanità, al Welfare e alla Sicurezza, è però la stessa persona che ha privatizzato ben tre ospedali nel Ponente ligure, un segnale che non mi piace, perché qui non si tratta di trovare dei sistemi di complementarietà con il pubblico, qua si tratta proprio di indebolire la sanità pubblica. Se una popolazione è in difficoltà è chiaro che ti devi porre il problema di come tamponare le urgenze, e non lo fai né con le ordinanze-sceriffo di Garassino, né togliendo risorse alla sanità pubblica”, ci spiega Pastorino.

Proprio giovedì, in un’intervista in radio, il sindaco di Firenze Dario Nardella (Pd) ha rilasciato questa dichiarazione: “A volte il tema della sicurezza si sovrappone alla questione immigrazione, non è sempre vero, lo è quando i responsabili degli atti illeciti sono immigrati irregolari che non rispettano le regole del nostro Paese”. Una frase per nulla in controtendenza con la politica sulla sicurezza urbana portata avanti dal Governo.

“Nardella è l’esempio perfetto di come non si dovrebbe condurre una città” – commenta Pastorino – “un sindaco che è chiaramente espressione della pseudo sinistra macroniana. Non è la prima dichiarazione di Nardella che va in questa direzione. E’ chiaramente il sindaco di un partito che avalla tutto ciò che è contenuto nel decreto Minniti. Persone come Garassino, propense a queste forme da sceriffo, poi applicano indiscriminatamente quelle regole. Ma un amministratore, oltre a far rispettare le regole, deve saper tutelare le esigenze di tutti all’interno di una comunità, a maggior ragione uno che dice di ispirarsi ai valori di sinistra”.