Vaccini obbligatori, il decreto Lorenzin funziona. Decine di bimbi esclusi da scuola in tutta Italia


Il decreto Lorenzin per la reintroduzione dell’obbligo vaccinale per i bambini dagli 0 ai 6 anni e dai 6 ai 16 anni, varato la scorsa estate allo scopo di alzare le coperture vaccinali in calo in molte regioni d’Italia, avrebbe prodotto i risultati sperati: “Le vaccinazioni sono aumentate e questo era l’obiettivo del decreto. Per l’esavalente siamo sopra il 95% dei bimbi vaccinati, quindi la soglia fatidica che permette l’immunità di gregge è stata raggiunta e per il morbillo abbiamo avuto una crescita di circa il 6%, quindi anche in questo caso ci avviciniamo a quella soglia”, ha dichiarato Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità . “I dati sono ancora preliminari e riguardano solo alcune regioni, mentre quelli complessivi e definitivi arriveranno fra circa un mese, ma confermano già l’aumento delle vaccinazioni che ha permesso di raggiungere la soglia considerata di sicurezza”. Il vaccino esavalente prima del varo del decreto era sceso a quota 93% di copertura, un dato considerato dagli immunologi molto basso e molto al di sotto della soglia di sicurezza.

Nel Lazio la copertura vaccinale è la più alta d’Italia: “Siamo oltre il 97% per la fascia 0-6 anni, quella per cui viene indicato l’obbligo, che riguarda l’esavalente e la quadrivalente, le dieci obbligatorie, c’è stato un alto livello di risposta da parte delle famiglie. Le famiglie possono stare tranquille rispetto al dato attuale. Sui bimbi non vaccinati i dati che abbiamo sono molto bassi, quelli nella coorte dei nati del 2015 che oggi hanno 2-3 anni erano oltre 46 mila. Coloro che hanno rifiutato le vaccinazioni sono circa 30 unità. Stiamo parlando di numeri minimi rispetto alla platea totale che invece ha aderito alla campagna vaccinale”, ha spiegato il coordinatore della cabina di regia della sanità Alessio D’Amato.
Il 10 marzo scorso sono scaduti i termini di legge per l’effettuazioni delle varie vaccinazioni obbligatorie, dunque stando alla normativa i bambini non vaccinati potrebbero non essere più accolti a scuola. E in effetti oggi si sono registrati varie esclusioni in Italia, in Sardegna alcune decine di bambini dai 3 ai 6 anni sono stati rimandati a casa perché privi delle autorizzazioni Asl sui vaccini. Anche a Milano si sono registrati 4 casi di esclusione, ma al momento è impossibile prevede quanto non vaccinati in totale saranno esclusi dalla frequenza di asili nido e scuole materne perché alcune regioni stanno procedendo a introdurre delle sorte di deroghe per l’anno scolastico in corso. A Milano in tutto i bambini non vaccinati sarebbero una decina, ma nel complesso si parla di circa 30mila bimbi privi di copertura vaccinale in Italia.


Esclusioni anche a Sulmona, dove sono stati mandati a casa 4 bambini: “Si tratta di quattro differenti casi due in via di risoluzione perché provocati da una semplice dimenticanza che sarà risolta già da domani. Gli altri due invece per il rifiuto di vaccinare i figli”, ha spiegato la dirigente scolastica Elvira Tonti. “Ci sono Regioni che hanno una proroga perché hanno l’anagrafe vaccinale, altre che danno un appuntamento d’ufficio quando mandano la lettera di richiamo ai genitori. Come minimo ci dovrebbe essere un ultimo colloquio con la Asl prima di arrivare all’esclusione”, aveva dichiarato pochi giorni fa il professor Carlo Signorelli dell’Iss.