Pronto il nuovo statuto della Lega, Salvini: “Sarò primo premier leghista della storia”


“Mettetemi alla prova del Governo. Secondo me il centrodestra supera il 40%, sarà autosufficiente alla Camera e al Senato e la mia ambizione è che all’interno del centrodestra la Lega prenda un voto in più rispetto agli altri e ci sia più forza per le nostre posizioni. Io andrò a fare il Presidente del Consiglio perché ritengo di avere una squadra alle spalle di assoluta grandezza”, ha affermato Salvini in un’intervista in radio. E lo ha ribadito anche a Cagliari: “Il mio obiettivo è scritto nel simbolo: essere il primo presidente del Consiglio leghista della storia d’Italia. Punto a gestire una squadra eccellente”.

In vista delle elezioni politiche del 4 marzo ci sarà un nuovo statuto per il Carroccio: non ci saranno più espliciti riferimenti al Nord, e quindi la Lega sarà sempre di più un partito nazionale. La parola Nord di fatto era già stata tolta dal simbolo, prima di Natale.


Il nuovo nome ufficiale è “Lega per Salvini premier”, che è lo stesso utilizzato da Roberto Calderoli al Senato. Lo statuto, depositato in Gazzetta ufficiale il 14 dicembre, ha di fatto traghettato il partito verso la fine del sogno indipendentista padano. E così è cambiato anche il simbolo del nuovo soggetto, rappresentato adesso solo da una scritta bianca su sfondo blu. Ed è scomparso anche Alberto da Giussano, il guerriero che accompagnava il simbolo del Carroccio. Dal nuovo statuto è stata eliminata anche la carica di presidente federale, che nella Lega è occupata a vita dal fondatore, Umberto Bossi. E in più la sede legale non sarà più via Bellerio, ma via Privata delle Stelline, al numero uno, sempre a Milano. Una vera trasformazione, che servirà soprattutto per il dopo voto. Ma secondo alcuni giornali la mossa è servita anche per salvare i fondi dai sequestri del tribunale di Genova, che lo scorso settembre ha disposto la confisca di 48 milioni dai fondi del partito e bloccato tutti i conti.

Ma il tesoriere Giulio Centemero, smentisce rispondendo al Fatto Quotidiano, che si sia trattato di un escamotage: “Figurarsi se lo abbiamo fatto per salvare i fondi dai sequestri del tribunale”. E ha aggiunto: “Abbiamo circa un milione da usare per la campagna elettorale, raccolti grazie ai contributi volontari dei parlamentari”.

E intanto domani mattina Salvini dovrà risolvere una questione spinosa, proprio a ridosso della scadenza per la presentazione delle liste. E’ prevista infatti la prima udienza, al Tribunale civile di Milano per il ricorso presentato da un candidato del listino collegato al candidato sfidante alla segreteria, Gianni Fava, maroniano. Il leghista ha chiesto la sospensione di Salvini da segretario della Lega, sottolineando presunte irregolarità nella presentazione della candidatura. Nel caso il tribunale dovesse dare torto a Salvini le primarie sarebbero annullate, e a quel punto diventerebbe automaticamente Fava il segretario della Lega. Fava, ex sfidante di Salvini per la leadership del partito, non è convinto della sua svolta nazionalista, e secondo lui occorre che la Lega torni alle sue origini: “Fino a prova contraria ci chiamiamo ancora “Lega Nord per l’indipendenza della Padania”. C’è ancora assolutamente bisogno di una Lega Nord come quella ideata da Umberto Bossi. Che va cioè oltre le ideologie, oltre la destra e la sinistra. Saranno i cittadini a dirlo”.