Renzi: “Non faremo un governo con Berlusconi. Chi vota Grasso fa un regalo alla destra”


Le elezioni politiche del 2018 sono al centro del lungo colloquio tra Matteo Renzi e Tommaso Cerno, condirettore de La Repubblica. Il segretario del Partito Democratico prova a rilanciare le sue ambizioni, spiegando di aver deciso di “porre fine alla fase zen” e parlando di un “lavoro casa per casa”, che intende chiedere a tutti i dirigenti e militanti del partito. La linea è quella di non farsi scoraggiare “da qualche sondaggio negativo” (le ultime rilevazioni danno il PD più basso dei livelli raggiunti da Bersani alle politiche del 2013), perché “la vittoria alle prossime elezioni è possibile” e “possiamo tornare ad avere un presidente del Consiglio del Partito Democratico”.

Di fondamentale importanza appare però chiarire la questione del rapporto con Silvio Berlusconi, tanto che Renzi si sbilancia nell’affermare che “non faremo un governo con mister Spread”, dicendosi certo che “la vera contesa per il primo partito è tra noi e il MoVimento 5 Stelle”. La nuova legge elettorale costringerà però il PD a misurarsi collegio per collegio e a risultare decisivi potrebbero essere i voti del nuovo soggetto di sinistra; in tal senso Renzi è duro: “È sorprendente la discesa in campo dei presidenti delle Camere. I loro predecessori non hanno brillato nelle urne. Ogni voto a Liberi e uguali è regalato alla destra”.


Non manca un commento sulla manifestazione di Como e sul clima che si respira nel Paese dopo le ultime aggressioni neofasciste: “Ci sono valori che ci uniscono, ma quello più profondo è l’antifascismo. E non è un caso che Forza Nuova abbia detto che il vero nemico è il Partito Democratico. Ne siamo onoratissimi”.