La gaffe di Alemanno: ironizza su gesto della ministra Fedeli, ma è una foto con interpreti Lis


Nasce tutto da un post pubblicato sul Twitter con tanto di fotomontaggio allegato. Quella che l’ex sindaco di Roma e ora segretario del Movimento Nazionale per la Sovranità, Gianni Alemanno, pensava potesse essere un attacco riuscito al Pd e alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli si è invece trasformata in una gaffe social. Il post iniziale di Alemanno recita “Il Pd che cerca di parlare ai giovani”, immortalando una immagine della ministra che con alcune persone compie un gesto con le mani simile a quello delle corna, non specificando a cosa si riferisca quella foto. Alemanno subito sotto allega un’immagine: quella del signor Burns, noto personaggio dei Simpson e vecchissimo di età ma vestito da giovane.

A breve distanza dal tweet di Alemanno è però arrivata la replica della ministra Fedeli attraverso Twitter. Commentando il fotomontaggio, la ministra fa notare ad Alemanno che nella sua foto è ritratta con alcuni interpreti LIS, la lingua dei segni: “Caro Alemanno, quelli nella foto sono interpreti Lis e il segno che facciamo vuol dire ‘I love you’ perché il Pd vuol parlare a tutti”.


Alemanno ha nuovamente risposto sullo stesso post alla ministra Fedeli, non riuscendo però a migliorare la sua posizione e a porre rimedio alla sua gaffe: “Ma va!? Cara Valeria Fedeli, quello nella foto è il signor Burns che ha la stessa vostra capacità di parlare ai giovani”, dice riferendosi al personaggio dei Simpson, non propriamente amato dai più giovani.

La Fedeli è poi tornata sulla polemica anche attraverso il suo profilo Facebook: “Ai molti che oggi si sono divertiti a fare dell’ironia su questa foto scattata alla conferenza programmatica del Pd vorrei spiegare che le persone al mio fianco sono interpreti Lis (Lingua dei segni italiana) e che il segno che facciamo con le mani vuol dire ‘I love you’. Una volta e per tutte: abbattiamo le barriere, anche quelle del linguaggio e soffermiamoci di più ad osservare le cose. La superficialità può generare fake news”.