“Bankitalia, Boldrini contro Renzi: “Ignora le regole parlamentari”


Prosegue senza sosta la polemica politica scatenatasi pochi giorni fa a causa della mozione di sfiducia contro il governatore di Bankitalia Ignazio Visco elaborata dall’area renziana del partito e presentata in Aula dal Pd, all’insaputa del presidente del Consiglio Gentiloni. Nel pomeriggio di oggi – durante un’intervista a In Mezz’ora, condotto da Lucia Annunziata – Renzi è tornato nuovamente a parlare della questione Bankitalia sostenendo che fosse stato lui il presidente della Camera, quel giorno quella mozione non l’avrebbe giudicata ammissibile. “Io quella mozione su Bankitalia non l’avrei giudicata ammissibile se fossi stato il presidente della Camera, che non sono. Nella mozione del Partito Democratico c’è un giudizio sul passato, ma per il futuro sceglierà Gentiloni. Io non ho nomi. Ho un profilo: vorrei che chiunque fosse scelto sia il migliore o la migliore possibile. Volete nominare Visco? Fatelo. Volete nominare un altro? Fatelo. Ma il giudizio su quanto accaduto deve essere il più laico possibile. E rivendico sia nel merito che nel metodo quanto fatto con la mozione Pd su Bankitalia”, ha spiegato il segretario nazionale del Partito Democratico.

Per quanto riguarda il contenuto della mozione, Matteo Renzi ha sostenuto di essere stato fino all’ultimo all’oscuro di tutto, smentendo dunque l’ipotesi che da giorni vede nel segretario del Pd il reale autore della mossa politica contro Visco: “Gentiloni ed io l’abbiamo saputo più o meno nello stesso momento della mozione su Bankitalia. L’ha preparata il gruppo Pd. È evidente che il governo sapesse il contenuto della mozione al punto che su alcuni passaggi, come la discontinuità, non era d’accordo, Gentiloni mi ha chiamato e l’abbiamo cambiata. Che ci fosse una mozione era noto a tutti, che il contenuto fosse troppo duro me l’ha detto Gentiloni per chiedermi di cambiarlo. Io ero in treno”.


Decisamente secca la replica della presidente della Camera dei Deputati Laura Bodrini, che a stretto giro, rispondendo alle velate accuse di Matteo Renzi, ha sottolineato che il segretario del Partito Democratico continuerebbe a confondere le regole parlamentari con le scelte politiche: “Il segretario del Pd continua a confondere regole parlamentari e scelte politiche, scaricando sulla Presidenza della Camera responsabilità che appartengono invece ai gruppi politici e a chi li guida. Non c’era infatti alcuna ragione regolamentare per giudicare inammissibili le mozioni sulla Banca d’Italia, a partire da quella presentata dal Movimento Cinque Stelle”.