Legge elettorale, l’accordo non regge più: al primo scrutinio segreto mancano 100 voti


La legge elettorale sembra giunta a una fase di stallo. Se fino a oggi l’accordo per il sistema tedesco siglato dal Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord sembrava tenere saldamente, nel corso della giornata odierna la prospettiva di un’approvazione rapida e indolore sembra definitivamente sfumata. Stando a iniziali indiscrezioni, circa 100 deputati sarebbero infatti pronti a impallinare il sistema tedesco votando contro in Aula. I piccoli partiti da settimane sostengono di essere contrari alla legge proposta dal relatore dem Emanuele Fiano, soprattutto per la mancanza delle preferenze e della possibilità di eleggere i propri rappresentanti con il voto disgiunto. Il voto finale del provvedimento è previsto per lunedì prossimo, 12 giugno, dopo l’esame di tutti gli emendamenti proposti, che risultano essere 209. Si è dunque partiti col voto sulle questioni pregiudiziali opposte da centristi e Mdp, poi via via con gli emendamenti.

E proprio sulle questioni pregiudiziali, al primo voto segreto è arrivata la doccia fredda: sommando infatti i voti dei 4 gruppi “alleati”, all’appello mancherebbero circa 100 voti rispetto a quanti avrebbero dovuto essere. “Nelle pregiudiziali ci sono stati 100 voti in meno rispetto alla sommatoria dei 4 gruppi, vi ricordo cosa accadde quando furono 101. Sono sicuro che saranno importanti i primi voti, noi abbiamo la responsabilità di tenere duro fino in fondo”, ha spiegato Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, che cita la vicenda dei 101 “franchi tiratori” che non permisero a Prodi di diventare presidente della Repubblica nel 2013. Al netto dei deputati in missione, alla maggioranza che sostiene la riforma della legge elettorale, sono mancati 66 voti sulle pregiudiziali, a quanto risulta dalla lettura dei tabulati della votazione segreta. Ma quella delle pregiudiziali non è l’unica votazione segreta, sono infatti circa 100 gli scrutini segreti richiesti e che potrebbero mettere in pericolo l’approvazione della legge elettorale alla Camera.


Nel mentre, Beppe Grillo mostra qualche incertezza e sul blog ha pubblicato un post in cui annuncia che verrà richiesto nuovamente il parere degli iscritti al Movimento 5 Stelle, che solo pochi giorni fa votarono a favore del sistema tedesco: “Oggi sono iniziate alla Camera le votazioni sulla legge elettorale. Come già fatto in commissione, anche in Aula cercheremo in tutti i modi di ottenere nuovi miglioramenti, come il voto disgiunto, le preferenze e i correttivi di governabilità. Non sappiamo se ce la faremo perché non dipende solo da noi. Abbiamo già ottenuto importanti risultati come la cancellazione delle pluricandidature e dei capilista bloccati. Il testo di legge che uscirà dal voto degli emendamenti di questi giorni sarà ratificato dai nostri iscritti con una consultazione online che si terrà prima del voto finale del provvedimento, che dovrebbe essere previsto lunedì, nei giorni di sabato e domenica”.

Dal Pd, però, per voce di Rosato è arrivato l’ultimatum agli alleati: o si vota compatti, oppure il Partito Democratico abbandonerà il sistema tedesco per riproporre il Rosatellum. “Le regole devono valere per tutti. Lealtà da parte nostra se i 4 contraenti rispettano i patti”, è la posizione degli orlandiani, la minoranza dem. Il segretario del PD Matteo Renzi, con un post su Facebook ha commentato lo svolgersi degli eventi: “Volevamo un sistema più semplice, basato sul ballottaggio e sul premio di maggioranza, e in molti ci hanno dipinto per mesi come pericolosi aspiranti dittatori. Ricordate quello che ci dicevano sulla deriva autoritaria? Sul combinato disposto? Sul ballottaggio? Amici, sono passati pochi mesi ma l’eco di quelle critiche si sente ancora. Adesso che il sistema va verso il proporzionale – dopo il NO al referendum e dopo l’accordo dei grandi gruppi di opposizione – gli stessi che contestavano il premio di maggioranza adesso contestano il rischio grandi intese. Vergogna, dovrete fare una coalizione, ci dicono anche quelli che pure si lamentavano del premio di maggioranza. Capisco questa critica, il rischio c’è. Ma era noto a tutti che dopo il referendum sarebbe finita così. Lo abbiamo detto in tutte le salse, anche troppo. Abbiamo messo la fiducia pur di approvare coi soli voti della maggioranza l’Italicum e hanno gridato allo scandalo: le regole si scrivono insieme!!! Allora abbiamo provato a fare un accordo ampio, con i partiti dell’opposizione e hanno gridato all’inciucio. E io mi domando: o ci criticate perché facciamo da soli o ci criticate perché facciamo con gli altri. Criticarci per tutte e due le ragioni insieme prova troppo. Personalmente sono dispiaciuto per i toni di queste ore ma sento il dovere di dire grazie al capogruppo del PD Ettore Rosato e al relatore Emanuele Fiano. Hanno fatto di tutto – lavorando giorno e notte con dedizione – per approvare una legge con il consenso degli altri partiti. Non è la nostra legge ma noi serviamo le istituzioni. Adesso è sovrano il Parlamento. Se passerà, bene.  Se qualcuno si tirerà indietro, gli italiani avranno visto la serietà del PD che ha risposto all’appello del Capo dello Stato”.