Di Maio: “Basta con i centri d’accoglienza per migranti gestiti da privati e cooperative”


Intervistato da Repubblica.it, il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio racconta il suo viaggio negli Stati Uniti e, in particolare, parla della lezione tenuta all’Ash Center di Harvard e delle politiche sull’immigrazione che il Movimento 5 Stelle vorrebbe proporre. “Ad Harvard è stato presentato come leader di una destra populista. Si sente vicino a Trump?”, domanda Flores D’Arcais. “Ci hanno detto che eravamo filo-Trump, prima ci accusavano di essere filo-Putin. Io penso che il M5S è sempre stato lineare. Ad esempio sugli interventi militari non siamo mai stati d’accordo, che li faccia Putin o che li faccia Trump. Nei confronti degli Stati Uniti noi vogliamo essere alleati ma non sudditi, se ci viene chiesto di spendere 14 miliardi di euro per la Nato non siamo d’accordo. Mentre guardiamo con molto interesse agli annunci di Trump sulle politiche fiscali”, replica Di Maio.

Per quanto riguarda invece l’immigrazione e le politiche d’accoglienza che l’Italia dovrebbe attuare, Di Maio spiega: “Nelle nostre proposte sull’immigrazione emerge il sentimento europeista del M5S, ma vanno risolti i problemi tutti italiani di business e speculazione. Vogliamo modificare il regolamento di Dublino, dividere per quote-paese i migranti, varare un diritto di asilo unico europeo, creare punti di primo contatto nei paesi da dove partono i migranti. Questo significa ragionare un’Europa solidale che non lasci soli paesi come l’Italia e la Grecia”, prosegue il vicepresidente della Camera. “La speculazione sull’accoglienza non è accettabile. Quest’anno siamo arrivati a 4,6 miliardi di euro per l’accoglienza, continuano ad aumentare i costi e la gran parte dei centri in cui accogliamo i migranti sono privati e straordinari, abbiamo ancora troppe cooperative, società, alberghi che gestiscono tutto o quasi. Per me l’accoglienza deve essere gestita dallo Stato, non certo da soggetti privati. Su cui occorre anche mettere un certo ordine. Quanto all’Europa ricordiamoci che c’è molto da fare anche sui migranti climatici, visto che la siccità farà muovere 500 milioni di persone che busseranno alle nostre porte nei prossimi 15 anni”.


In politica estera, Di Maio spiega che il Movimento 5 Stelle non è né pro-Putin, tantomeno favorevole all’uscita dell’Italia dalla Nato. “Noi ovviamente condanniamo un paese che interviene con azioni militari. Ma le sanzioni non sono uno strumento per punire la Russia, stanno punendo l’Italia. Invece di colpire Putin colpiscono la nostra agricoltura e danneggiano la nostra economia interna, abbiamo perso 5 miliardi in un anno”, sostiene Di Maio. “Non vogliamo uscire dalla Nato, siamo perché faccia di più nella lotta al terrorismo. La nostra intelligence deve fare più squadra e quando occorre collaborare anche con l’intelligence russa. Quando saremo al governo useremo le sanzioni nei confronti di quei paesi – come le monarchie sunnite – che tollerano trasferimenti di denaro verso le organizzazioni terroristiche”.

Capitolo Europa, il Movimento 5 Stelle è pronto al dialogo: “Faremo solo una cosa: essere corretti e sinceri. Negli ultimi anni i governi italiani hanno fatto troppo spesso il giochetto che ai tavoli si diceva sì e alle conferenze stampa con le tv italiane si diceva no. Siamo pronti al dialogo con Francia e Germania, del resto lo stesso Macron – vedremo se vincerà – parla di riformare l’Unione Europea. Quanto all’euro chi oggi pensa che questa Europa e l’eurozona possano sopravvivere a lungo in queste condizioni secondo me sbaglia di grosso. Meglio un euro a due velocità “.