Perché deve farci orrore impedire agli immigrati il ricorso in appello


Le leggi razziali, in Italia, furono lette da Mister Duce mento all’insù, per la prima volta, il 18 settembre 1938, a Trieste, dal balcone del Municipio in piazza Unità d’Italia.
La legge prevedeva per gli ebrei di essere proprietari di terreni al di sopra di un certo valore e l’abolizione del ricorso all’appello in caso fosse respinta la richiesta di asilo politico in Italia.

Non è vero. Solo il primo degli aspetti che ho scritto nelle righe precedenti era davvero contenuto nelle leggi razziali emanate dal governo fascista nel 1938. Il secondo, l’abolizione del ricorso in appello in caso di respinta richiesta di asilo politico, non c’era. Invece è contenuto oggi nel decreto Minniti sulla sicurezza. Ma se lo infilate nel mezzo ai divieti per gli ebrei durante il fascismo, e lo leggete di seguito agli altri, la differenza non c’è.


Voi, che oggi avete votato quella norma discriminante, fate orrore. Potrete raccontarvi tutte le storie che volete, trovare tutte le giustificazioni adatte a tranquillizzare la vostra coscienza, ma la verità è che fate orrore. Non si tratta, io e voi, di avere idee diverse. Ci avete raccontato che il vostro non era razzismo, che volevate aiutarli a casa loro, fermare gli scafisti, aiutare gli italiani in difficoltà. Balle. Gli italiani, spesso, sono in difficoltà per colpa vostra, non degli immigrati. Voi, semplicemente, cercate i voti dei razzisti perché il razzismo sta diventando cultura di Paese. Virus infetto, modo di pensare. E oggi legge dello Stato.
La verità è che voi, che avete votato quella norma, state agendo come quando la Storia toccò il punto più basso. Questo, oggi, avete fatto diminuendo il diritto alla difesa per le persone di origine straniera.

Se fai una scritta su un muro, se rubi una caramella in un supermercato, se urli “Saverio Tommasi merda” per strada, oppure ammazzi una persona, in tutti questi casi hai diritto a fare appello in caso di condanna. Ed è giusto così, perché uno Stato civile si fonda più sulla difesa che sulla punizione.
Se invece una persona viene picchiata con un bastone in un carcere libico, o è costretta a prendere ormoni maschili di contrabbando prima della partenza perché sa che all’ottanta per cento sarà violentata durante il viaggio, ecco, in questi casi, se la sua richiesta d’asilo verrà respinta, non potrà fare appello.

Se un uomo appoggia una legge razziale, non gli si può dire sciocchino. Bischerello. Burlone. Se uno appoggia una legge razziale, come avete fatto voi oggi, è altro rispetto all’Uomo, ed è questo il peggiore degli insulti che vi meritate.