Versailles, vertice tra Italia, Germania, Francia e Spagna: “Sì a Ue a due velocità”


Alle porte di Parigi, nella Reggia di Versailles, i quattro leader di Germania, Francia, Italia e Spagna si sono riuniti per discutere del futuro della nuova Unione europea, a pochi giorni dal Consiglio europeo di Bruxelles (in agenda giovedì e venerdì prossimi) e in vista della cerimonia per il sessantesimo anniversario dei Trattati, in programma a Roma il 25 marzo.

Versailles, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel è uno dei simboli dell’Europa costruita sulla pace, ma “se ci fermiamo tutto quello che abbiamo costruito potrebbe crollare”: “Abbiamo tutti l’obbligo di continuare la costruzione europea” e “dobbiamo avere il coraggio di accettare che alcuni Paesi possano andare avanti più rapidamente di altri. L’Unione europea deve essere un protagonista solida di fronte agli altri protagonisti della globalizzazione. Deve essere l’Unione della prosperità. Ci vogliono posti di lavoro. Serve una responsabilità comune e questa responsabilità ci sarà nella dichiarazione di Roma”.


“Siamo in un contesto in cui le incertezze e le preoccupazioni sono molte. Alcuni principi come lo stato di diritto e anche la pace sembrano essere messe in discussione. Per questo motivo non possiamo solo celebrare i trattati di Roma”, ha affermato Francois Hollande, precisando che “lo status quo non può essere la soluzione, soprattutto dopo la Brexit”, va garantita innanzitutto ” la sicurezza e la difesa. “Serve un’Europa della difesa – ha aggiunto – ciascuno deve assumere le proprie responsabilità e proteggere le proprie frontiere e lottare contro i rischi del terrorismo. Dobbiamo definire insieme una politica migratoria. Occorre che ci sia una politica di sviluppo e partecipare alla risoluzione della crisi in Medio Oriente e in Ucraina”.

Hollande ha dichiarato che va affermata una “prospettiva per il futuro, dare un impulso all’Europa”: “Non serve il protezionismo ma neanche l’eccessivo libero scambio. Non ci sarà nessuna soluzione se prevarrà la voglia isolarsi. Le sfide che dobbiamo affrontare esigono una mobilitazione dell’Europa. L’Europa deve essere chiara nei suoi metodi e nei suoi obiettivi”. Il premier francese si è poi schierato apertamente con un’idea di un’Ue a più velocità: “Non bisogna lasciare indietro nessuno ma l’Ue deve andare avanti a velocità diverse. Deve dimostrare la solidarietà di tutti i 27 paesi, ma servono nuove forme di cooperazione differenziata, occorre un ritmo diverso”.

Secondo il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, c’è bisogno di “un’Europa sociale, che guardi alla crescita e agli investimenti. Un’Europa in cui chi rimane indietro non consideri l’Ue come una fonte di difficoltà ma come una risposta alle proprie difficoltà. E non siamo ancora a questo livello”. E poi “servono passi avanti nella difesa comune” per “proteggere la nostra sicurezza” sui cui Italia, Francia, Germania e Spagna sono d’accordo. Per il premier serve un’Unione europea “più integrata ma che possa consentire diversi livelli di integrazione. È giusto e normale che i Paesi possano avere ambizioni diverse e che a queste ambizioni ci siano risposte diverse, mantenendo il progetto comune”. Per il premier spagnolo Mariano Rajoy l’Unione “deve guardare verso un orizzonte più lontano e la Spagna è disposta ad andare più lontano, verso più integrazione. L’Europa è una success story”.