Consip, mozione di sfiducia M5S contro Lotti. Il ministro si difende: “Campagna vergognosa”


“Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere. Oggi il Movimento 5 Stelle ha presentato nei miei confronti la mozione di sfiducia. Si parla di tangenti, di arresti, di appalti. Tutte cose dalle quali sono totalmente estraneo.
Per essere ancora più chiaro: non mi occupo e non mi sono mai occupato di gare Consip, non conosco e non ho mai conosciuto il dottor Romeo”, scrive il  ministro Lotti in un post pubblicato su Facebook.
“La verità è che due mesi fa mi hanno interrogato su una presunta rivelazione di segreto d’ufficio. Si tratta di un reato che si ripete tutti i giorni in alcune redazioni ma che io non ho mai commesso. Lo ripeto con forza e sfido chiunque oggi dica il contrario ad attendere la conclusione di questa vicenda così paradossale”, prosegue Lotti. “Attendo che eventualmente si celebri il processo, nelle aule di tribunale e non sui giornali: contano gli articoli del codice penale, non dei quotidiani. Ma voglio dirlo chiaramente: se qualcuno pensa di far passare il messaggio che siamo tutti uguali, che noi siamo come gli altri, che ‘tutti rubano alla stessa maniera’, avete sbagliato destinatario. Noi siamo gente seria e perbene. Abbiamo governato per anni Firenze e l’Italia senza farci trascinare nel fango. La verità non ha paura del tempo. E noi abbiamo pazienza e forza per sopportare la vergognosa campagna di queste ore”.
Una mozione di sfiducia contro il ministro dello Sport Luca Lotti, coinvolto nell’indagine relativa all’inchiesta Consip per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento. Ad avanzare la proposta è il Movimento 5 Stelle, che in una nota congiunta ha annunciato che a breve depositerà la richiesta in entrambi i rami del Parlamento. “Il MoVimento 5 Stelle sta per depositare in entrambi i rami del Parlamento una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dello Sport, Luca Lotti”, hanno dichiarato i capigruppo di Camera e Senato Vincenzo Caso e Michela Montevecchi. “Al di là degli aspetti giudiziari sui quali farà luce la magistratura, riteniamo gravissimo, da un punto di vista politico, il coinvolgimento del fedelissimo di Matteo Renzi, nell’inchiesta Consip. Alla luce dell’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo, che coinvolge sempre di più il giglio magico nella vicenda giudiziaria, riteniamo che non sia più tollerabile la presenza di Lotti nel governo Gentiloni”, hanno spiegato.

“Romeo, arrestato ieri, ha finanziato destra e sinistra a colpi di migliaia di euro. 25.000 euro per sostenere le elezioni politiche di Italo Bocchino (An), 40.000 euro per Alleanza Nazionale, 50.000 euro per Goffredo Bettini (Pd) per le elezioni politiche del 2013, 50.000 euro per Francesco Rutelli (Pd) per le elezioni comunali 2008, 230.000 euro a Nicola Zingaretti (Pd) per le elezioni provinciali dei 2008, 98.000 euro per i Democratici di Sinistra nel 2006, 30.000 euro per Nicola Latorre (Pd) per le politiche del 2013, 25.000 euro per il Centro Democratico per le politiche 2013 e 60.000 euro per la fondazione Big Bang di Matteo Renzi nel 2013″, si legge in un post pubblicato questo pomeriggio sul Blog di Beppe Grillo.


“Perché i partiti che prendono milioni e milioni di finanziamenti pubblici hanno bisogno anche di ingenti fondi privati? Perché accettare centinaia di migliaia di euro da un condannato in primo grado in corruzione? Inoltre secondo le intercettazioni di Bocchino pubblicate oggi addirittura sarebbe stato Renzi a chiedere a Romeo 60.000 euro di finanziamento. Perché? L’ex premier può essere trasparente per una volta e dire agli italiani perché elemosinava soldi da un condannato in corruzione in primo grado che aveva enormi interessi nella pubblica amministrazione?”, si domandano gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

“Oggi più che mai c’è bisogno di onestà nelle istituzioni. Non è accettabile che il più alto livello della politica sia corrotto mentre la povertà dilaga, la disoccupazione aumenta e le imprese chiudono. E’ un delitto imperdonabile contro il popolo italiano. Tangentopoli è iniziata 25 anni fa, ma a quanto pare non è ancora finita”, conclude il Movimento 5 Stelle.