Orlando: “Corro per evitare la scissione del Pd, ma non farò il presidente del Consiglio”


La direzione del Partito Democratico svoltasi questo pomeriggio ha sancito ufficialmente la data delle primarie per l’elezione del segretario del Pd: la competizione si svolgerà il prossimo 30 aprile e subito dopo l’approvazione della data numerose sono state le polemiche scatenatesi sia all’interno che all’esterno del partito. Secondo Gianni Cuperlo il regolamento approvato dalla direzione sarebbe “un altro errore” e le tempistiche per lo svolgimento delle primarie troppo strette. Il deputato Francesco Boccia ha invece protestato contro la scelta di chiudere il tesseramento il 28 febbraio, sostenendo si tratti di una oggettiva forzatura. Che la scelta di una data condivisa per le primarie non fosse semplice e che la discussione sarebbe stata molto combattuta era noto da giorni ormai. I renziani propendevano per il 9 aprile, mentre gli sfidanti della minoranza, in primis Michele Emiliano e Andrea Orlando, sostenevano fosse necessario avere qualche settimana in più per fare campagna elettorale, per permettere loro quindi di partecipare alla corsa alla segreteria del Pd ad armi pari con Matteo Renzi. La scelta della data finale, caduta sul 30 aprile, non piace però al Movimento 5 Stelle, che sostiene sia stata scelta per evitare le elezioni anticipate a giugno e permettere agli onorevoli eletti nel 2013 di maturare il diritto alla pensione parlamentare che scatterà il prossimo settembre.

In mezzo alle varie polemiche accesesi durante la giornata, arriva una spiazzante dichiarazione dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che ha sostenuto di accogliere con favore la candidatura a segretario del ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Ad Orlando rimprovero comunque di aver condiviso scelte sbagliate con Renzi, ma si muove con l’intento di ricomporre il centrosinistra ed è la cosa più importante”, ha spiegato D’Alema, sottolineando però che con la sua eventuale elezione a segretario del Partito Democratico “si potrebbe riaprire il dialogo”.


Nel corso della giornata, inoltre, il Guardasigilli ha dichiarato di essere intenzionato a correre per la segreteria del Pd e anche a vincere la sfida, evidenziando però che in caso di elezione non sarebbe “segretario e premier allo stesso tempo”. “Nel momento in cui, dopo dicembre, il sistema maggioritario è venuto meno, è sempre più difficile che il segretario del partito di maggioranza relativa sia anche il premier. Per i limiti che mi riconosco, non sarei in grado di fare le due cose contemporaneamente e penso sia giusto pensare ad altre figure in grado di guidare il governo ma anche tenere insieme la coalizione”, ha spiegato Orlando.