Renzi contro la Germania: “Ue metta sotto controllo il bilancio tedesco”


E’ scontro tra Italia e Germania sui bilanci degli Stati membri dell’Unione europea. In mattinata il ministro delle finanza tedesco Schauble ha respinto le raccomandazioni della Commissione europea relative al surplus eccessivo della Germania, così elevato da essere quasi al livello di quello cinese. Schauble non ha ben accolto i rilievi della Commissione, sostenendo non solo che il Paese investe quasi sei volte di più della media degli altri Stati Ue e che il surplus era causato dall’euro debole a causa della politica monetaria espansiva della Bce, ma anche che queste raccomandazioni sarebbero state indirizzate al “Paese sbagliato”

E il Paese giusto, secondo Schauble, sarebbe l’Italia che, come rilevato anche da Weber del Ppe durante una conferenza stampa “utilizza Bruxelles come capro espiatorio” a differenza invece di Paesi come la Spagna che si sono limitati ad applicare le riforme necessarie e richieste senza recriminare nulla. E sulla questione avanzata dalla Germania è subito intervenuto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha invitato l’Unione europea “a controllare il bilancio tedesco perché il surplus tedesco sta creando problemi a tutta l’Europa. Non facciamo come con l’immigrazione dove ci hanno lasciati soli e costruiscono muri”, ha commentato Renzi in relazione alle accuse di Schaeuble.


Il punto di scontro riguarda soprattutto la cosiddetta “austerità” che impone rigidi parametri di bilancio ai paesi che fanno parte dell’Unione. Secondo il Partito popolare europeo è necessario continuare ad attuare politiche di controllo della spesa, mentre secondo il partito socialista europeo è invece arrivato il momento di diventare meno rigorosi. “L’alleato più prezioso dei populisti è l’austerità più cieca e dogmatica”, ha dichiarato il parlamentare Gianni Pittella, al quale si è contrapposto Gunnar Okmark del Ppe, che ha replicato: “L’austerità deriva dall’accesso di spesa, spendere più di quello che si può. Le riforme derivano invece da una politica di bilancio strategica e responsabile. Quindi, mi dica dove ha visto aumentare crescita e occupazione aumentando il debito? Io ho visto il contrario”.

Il partito popolare ha quindi manifestato posizioni nettamente contrarie a una espansione della manovra di bilancio pari allo 0,5% del Pil dell’Eurozona nel 2017 per rafforzare la crescita, mentre il partito socialista si è schierato in difesa della nuova politica proposta da Juncker, che vorrebbe allentare i lacciuoli dell’austerità.