Tabaccai contro i sindaci che vietano le slot machine: “Li denunceremo per danno erariale”


I gestori di tabaccai e bar che hanno visto ridursi gli incassi a causa delle ordinanze comunali contro il gioco d’azzardo sono sul piede di guerra e minacciano iniziative d’impatto per protestare contro le limitazioni imposte da alcuni primi cittadini italiani che cercano di arginare l’espandersi del fenomeno dell’azzardo sul territorio da loro governato mediante l’emanazione di ordinanze che, ad esempio, vietano l’installazione di videolottery e sale scommesse nelle vicinanze di luogi sensibili come chiese, scuole e ospedali. In particolare, i tabaccai sono intenzionati a presentare alcuni esposti alla Corte dei Conti, denunciando i sindaci in questione per danno erariale, perché le ordinanze restrittive emesse negli ultimi mesi causerebbero una perdita di circa 2,5 miliardi di euro per le casse pubbliche. Il primo a fare le spese di questa iniziativa di protesta è il sindaco di Bergamo Giorgo Gori, Partito Democratico, il quale lo scorso 13 giugno ha emanato un’ordinanza “per contrastare fenomeni patologici connessi al gioco compulsivo” che prende di mira le “new slot, sale giochi tradizionali, videolottery, sale scommesse sportive, lotterie istantanee e a estrazione, sia telematiche che cartacee”, prescrivendo una distanza minima di 500 metri da chiese, scuole, ospedali e obbligando le sale a chiudere dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21.

Nell’esposto contro il sindaco Gori i tabaccai quantificano il danno provocato dall’ordinanza emanata pochi mesi fa: nel 2015 a Bergamo sono state effettuate giocate per 284,7 milioni di euro, garantendo un gettito per l’erario di 25,5 milioni. Dopo l’ordinaza di Gori, le giocate del “10eLotto” sono calate del 24,5%, quelle del Lotto del 22,5% e quelle del Gratta e Vinci del 14,8% e, dunque, “a Bergamo appare ragionevole stimare un danno complessivo di 7,6 milioni l’anno”, si legge nell’esposto.


I gestori di tabaccai e sale slot non ci stanno e minacciano dunque di ricorrere per vie legali nel tentativo di tornare a una regolamentazione meno restrittiva. Giorgio Gori, però, è solo il primo di una lunga serie di sindaci italiani che verranno denunciati alla Corte dei Conti per danno erariale: numerosi sono gli esposti pronti a partire da ogni località italiana, per esempio dalla Toscana, dal Piemonte e dal Veneto.

I tabaccai, in pratica, sostengono di essere concessionari dello Stato per il gioco legale e autorizzati delle questure e sono convinti che queste ordinanze comunali costituirebbero una violazione della libertà di iniziativa economica in un settore legale e sottolineano che i Comuni si sarebbero di fatto appropriati, senza averne diritto, di una competenza legislativa riservata allo Stato. I sindaci, invece, dal canto loro, rivendicano l’esercizio di poteri legittimi di regolamentazione per tutelare l’ordine pubblico e la salute pubblica in una materia delicata.

“Anche noi riteniamo che la tutela della salute sia un dovere primario, ma la situazione è diventata insostenibile. I sindaci sono intervenuti malamente e devono essere chiamati a rispondere dei danni provocati”, ha dichiarato Giorgio Pastorino, presidente nazionale del Sindacato Totoricevitori Sportivi – Federazione tabaccai, motivando la scelta di ricorrere alla Corte dei Conti.