Berlusconi: “Analogie evidenti tra me e Trump, ma io non sono la destra”


“Sono convinto che Hillary Clinton abbia pagato il suo essere un elemento di continuità con gli otto anni di Obama e dell’establishment di Washington. Obama ha commesso molti errori, specie in politica internazionale”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Silvio Berlusconi ha dato la sua spiegazione circa la vittoria di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti. Secondo il cavaliere, gli sbagli del presidente uscente Usa sono stati “dall’incoraggiamento delle cosiddette primavere arabe, all’inefficace contrasto all’integralismo islamico, fino alle controproducenti tensioni con la Russia. Ha indebolito la posizione dell’America e ha reso il mondo un luogo più instabile e pericoloso. Anche sul piano interno non credo che gli americani, soprattutto la classe media, abbiano avuto vantaggi da una politica tendenzialmente statalista”. Anche Renzi, secondo Berlusconi, ha compiuto un “grave errore”: quello di “schierarsi apertamente a favore di un candidato. Al quale, peraltro, non ha portato fortuna”.

Sui due candidati alla presidenza Usa, l’ex premier ha commentato: “I presidenti si giudicano da quel che fanno. Donald Trump dimostrerà le sue capacità operando per il suo Paese. Questa discussione non ha molto senso. Dimostra solo un provinciale complesso di superiorità verso l’America che la politica italiana non ha titolo per rivendicare. Se non altro perché siamo un Paese nel quale dal 2011, a differenza degli Stati Uniti, il governo non è più scelto dai cittadini. Il nostro è un Paese che negli ultimi vent’anni ha subito cinque autentici, seppure incruenti, colpi di Stato. E che ha eliminato per via giudiziaria il più pericoloso competitor della sinistra”.


Circa il paragone spesso fatto tra il cavaliere e Trump, Berlusconi ha ammesso che “analogie sono evidenti”: “Anche se la mia storia di imprenditore è molto diversa da quella di Trump, che non ho mai avuto occasione di conoscere. È anche lui un imprenditore che a un certo punto della vita ha deciso di dedicare le sue capacità e le sue energie al suo Paese. Ed è stato votato da tutti gli americani stanchi di una politica vecchia, chiusa in se stessa, diventata incapace di ascoltare e capire. Una politica che ha commesso l’errore tipico delle sinistre di tutto il mondo, quello di pensare che il ‘politicamente corretto’ sia il modo di stare vicino ai bisogni della gente. Senza comprendere che i veri deboli sono i cittadini vessati dallo Stato, dalle tasse, dalla burocrazia, dall’immigrazione incontrollata, dalla disoccupazione, dal pericolo terrorista. Questo in America, come in Italia e in Europa. Gli americani hanno scelto Trump, ora lasciamolo lavorare. I giudizi anticipati hanno poco senso”.

L’ex premier ha precisato di non rappresentare “la destra”, ma un “centro liberale e popolare, nel quale sono confluite le migliori tradizioni politiche del nostro Paese: da quella cattolica a quella del socialismo riformatore, da quella del liberalismo a quella della destra democratica e responsabile. Per quanto valgono queste definizioni politiche, e credo valgano sempre meno, il mio ruolo è stato e continuerà ad essere questo. Quanto alla linea economica di Trump, ci sono molte analogie ed alcune differenze fra il programma presentato dal presidente degli Stati Uniti e il nostro: è apprezzabile la politica fiscale annunciata, così come l’accento posto sul controllo dell’immigrazione e sulla legalità. Non sono invece condivisibili le scelte protezionistiche e le tentazioni isolazionistiche che ha espresso. Però la politica mi ha insegnato che i leader non si giudicano sui programmi, si giudicano sui comportamenti. Lo vedremo all’opera”.

“Trump – ha proseguito Berlusconi – ha compreso una cosa fondamentale: la Federazione Russa dev’essere considerata un Paese dell’Occidente a pieno titolo. Possono esistere singoli punti di dissenso, ma vanno risolti in un’ottica di collaborazione e amicizia. Abbiamo bisogno della Russia per affrontare — insieme — i problemi drammatici sullo scacchiere internazionale: dall’estremismo islamico all’ondata migratoria. Il presidente Putin finora si è dimostrato capace di affrontare le emergenze del nostro tempo prima e meglio di altri leader internazionali”.

La risposta a fenomeni tipo Brexit “può essere una nuova offerta politica liberale, contro lo statalismo, contro l’oppressione burocratica, contro l’oppressione fiscale. O può essere il populismo deteriore, che non dà soluzioni ma si limita a sfruttare le angosce per un disegno di potere. Siamo a un bivio che può portare a una nuova e più alta stagione della democrazia, oppure a un periodo molto buio, dalle conseguenze imprevedibili”. Il vento populista è un rischio in Italia, “soprattutto se la riforma costituzionale e la legge elettorale volute da Renzi venissero confermate: con quelle regole, una forza politica rappresentante di un terzo dei votanti, potrebbe prendere tutti i poteri. Perciò da un lato è importante che vinca il No al referendum, dall’altra è importante costruire un’offerta politica di qualità basata sui valori liberali, cattolici e riformatori, innovativa nei protagonisti e nei contenuti”.