Napolitano: “Quella sul referendum è diventata una sfida aberrante”


Non si vota pro o contro questo governo. Si vota quello che è scritto nella legge. L’occasione per giudicare Renzi ci sarà con le prossime elezioni che al momento si terranno nel 2018″. L’ha detto intervistato a Porta a Porta il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha aggiunto che quella sul referendum “è diventata una sfida largamente aberrante: non ritengo che uno degli obiettivi della riforma debba essere tagliare il numero dei parlamentari, ma avere un sistema più snello e un Senato rappresentativo delle realtà territoriali”.

L’ex capo dello Stato ha ribadito che voterà Sì al referendum “in coerenza con quelle che sono state le mie prerogative da presidente della Repubblica e in coerenza con il mio messaggio”. L’obiettivo della riforma, ha aggiunto, “non è certo quello di tagliare deputati, ma di avere un sistema istituzionale più efficiente. Sono convinto della necessità di questa riforma da 30 anni. Io sono favorevole a questa riforma perché sono convinto che consentirà al paese di fare un grosso passo avanti. Questa riforma può dare potere e limpidezza di funzioni al Parlamento. C’è garanzia di maggiore speditezza nel processo legislativo che è fondamentale. Se la nostra Costituzione a questo punto non è la più bella del mondo? Concordo con qualsiasi aggettivazione ma solo sulla prima parte”. Nella seconda, per Napolitano, ci sono “punti deboli gravi”, fra cui “questo pasticcio del bicameralismo paritario”, di cui si “accorsero già i deputati dell’Assemblea costituente”.


Ad ogni modo, il presidente emerito si è detto “favorevole al cambiamento dell’Italicum”: “Rispetto a quando questa legge elettorale è stata confezionata e approvata, molto è cambiato nel contesto politico. Arrivare a vincere il ballottaggio con il tuo buon 29%, magari su chi ha avuto il 28% dei voti, e ottenere la maggioranza in Parlamento, non credo che vada bene”.

Circa i partiti di estrema destra xenofoba che avanzano in Europa, Napolitano li ha definiti “un pericolo reale”: “Apprezzo la decisione annunciata dalla Cancelliera Merkel di fronte al flusso eccezionale di profughi. Rimane una posizione antitetica a quella dei gruppi xenofobi”.